Come muore una ci(vil)ttà
La mia piccola città, Lanciano , ha origini molto remote, addirittura la si fa risalire a
tremila anni fa.
Durante gli anni della mia fanciullezza e adolescenza era una
cittadina ricca di :
fabbriche : il calzaturificio Torrieri, la ditta Tinari, l’officina
Mari, la Casa Editrice Carabba, l’Azienda tabacchi , la Sangritana che
collegava i piccoli centri montani con tutta l’Italia ,la ditta Cocco-Croce; le
fornaci , la I.G.C. giocattoli; le falegnamerie, ,le ditte Fazia e Rapino,
Barbati e Carosella, Violante
,produttore di vini ricercati etc.;
creative attività artigiane: i lavoratori del ferro, i vasai,
sartorie famose, lanifici;
piccole attività commerciali gestite in famiglia, panifici e
forni famosi per la pizza coi peperoni;
gli“orti” di Lanciano conosciuti per la qualità dei loro
prodotti,
i nuovi imprenditori: Pozzolini,Trivilino,Sideri.
Non dimentichiamo l’Ospedale Civile Renzetti , fiore
all’occhiello della sanità di tutto il comprensorio frentano, nel quale si sono avvicendati grandi
Specialisti;
Insieme a questa fiorente , ricca e varia attività
commerciale e industriale seguitava a dare i suoi frutti un movimento culturale che vedeva i suoi punti di incontro
presso le librerie Barbati , D’Ovidio e
Cipolla. Negli anni dal cinquanta al settanta dal nostro Liceo Classico, famoso
in tutta la regione per la qualità del suo insegnamento, sono usciti personaggi
illustri il Giurista Alessandro Pace, il Giornalista Paolo Gambescia e famosi
docenti universitari come il Prof.Luigi de Cecco, il Prof.Gaetano Lotti, il
Prof. Marcello de Cecco, il Prof.Alfredo Geniola solo per citarne qualcuno.
Negli anni sessanta nacquero:
il Circolo Jean Vigo a cura dei fratelli Prof.Benito e
Antonio Lanci, che sviluppò e coltivò nei giovani l’amore e la conoscenza del
cinema con la proiezione di film di
grandi autori Italiani e stranieri: da Visconti a Fellini da Ingmar Bergman ad
Akiro Kurosawa;
il circoletto Universitario dove ci si incontrava per feste e
accanite discussioni culturali e politiche.
Insomma nei trenta
anni tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fine degli anni settanta
Lanciano è stata una città viva culturalmente e fiorente economicamente.
Alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta comincia
un lento ed inarrestabile degrado culturale, commerciale e…politico: specchio
di quello che avveniva nel resto d’Italia.
Le grandi battaglie portate avanti: scuola dell’obbligo,
Statuto dei Lavoratori, Sanità pubblica, nazionalizzazione dell’Energia
Elettrica, vengono svuotate di qualunque valore, a livello nazionale e locale.
I sindacati e i politici difendono solo i diritti dei
lavoratori e degli studenti dimenticando che
una società opera bene solo se
diritti e doveri camminano a braccetto . Il privilegiare i diritti ha portato
gradatamente a ciò che sta avvenendo oggi: la perdita delle conquiste fatte. I
politici ( termine ormai improprio perché dei problemi della POLIS se ne F……o) e
i sindacalisti , lo ripeto, hanno sicuramente le loro grandi responsabilità. Noi
cittadini, comunque, ne siamo stati e ne siamo complici. Molti di noi ,infatti
ne avevano avuto e ne hanno un utile (pensiamo ai posti fittizi creati nelle
istituzioni pubbliche civili e sanitarie, ai vari Enti più o meno utili, alle
Municipalizzate per dare un contentino ai “galoppini” di turno etc.) e gli
altri non si rendevano e non si rendono conto
che i debiti accumulatisi erano e sono spalmati
su di loro e lo saranno sui loro figli.
La nostra città è lo specchio della nostra Patria.
Una cittadina bella, pulita, con un Corso , delizia per gli
occhi con i suoi palazzi Liberty, deturpato da due casermoni che ne rompono la
simmetria;
una gioventù d’allora
piena di vita e voglia di fare diventata adulta e anziana disillusa e conscia
del proprio fallimento;
una gioventù odierna senza illusioni che bivacca negli angoli
munita di telefonino e auricolari o si trascina stanca verso i vari edifici
scolastici senza curiosità, interesse ,speranza e senso di responsabilità.
Politici miopi ed interessati solo al loro apparire ed al loro sentirsi “importanti” non hanno
saputo o voluto, per loro mire personali?, dare vita ad alcun vero, fattibile
progetto di rilancio artigianale, commerciale e culturale anzi, riguardo
quest’ultima, l’attuale Amministrazione non ha visto l’ora di chiudere una Casa
di Conversazione che per oltre 150 anni ha portato e ospitato nella nostra
città scrittori, artisti e studiosi di fama internazionale in una cornice
elegante e signorile .
Alcune importanti strutture, da poco
restaurate con i soldi nostri, vengono, invece, utilizzate e mal tenute , da privati
cittadini per i loro utili personali , senza alcuna ricaduta economica e
culturale per la nostra città.
La mia città, di cui amo ogni singolo angolo, di cui ogni
pietra è una cara memoria, è una città sporca, disordinata, trascurata,… morente.
Gli unici angoli vivi ( si fa per dire!) sono quegli enormi scatoloni chiamati
ipermercati, supermercati , veicolati come centri commerciali, che in verità stanno “rubando”, in senso
metaforico, ai loro consumatori non solo soldi
ma quel che è più grave la loro anima.
Una città in agonia al cui capezzale è stato chiamato un
dottore, con la speranza di guarirla? In
realtà, temo, per darle la dolce morte.
Nessun commento:
Posta un commento