venerdì 23 ottobre 2015


Come muore una ci(vil)ttà

La mia piccola città, Lanciano , ha origini  molto remote, addirittura la si fa risalire a tremila anni fa.
Durante gli anni della mia fanciullezza e adolescenza era una cittadina ricca di :
fabbriche : il calzaturificio Torrieri, la ditta Tinari, l’officina Mari, la Casa Editrice Carabba, l’Azienda tabacchi , la Sangritana che collegava i piccoli centri montani con tutta l’Italia ,la ditta Cocco-Croce; le fornaci , la I.G.C. giocattoli; le falegnamerie, ,le ditte Fazia e Rapino, Barbati e Carosella,  Violante ,produttore di vini ricercati etc.;
creative attività artigiane: i lavoratori del ferro, i vasai, sartorie famose, lanifici;
piccole attività commerciali gestite in famiglia, panifici e forni famosi per la pizza coi peperoni;
gli“orti” di Lanciano conosciuti per la qualità dei loro prodotti,
i nuovi imprenditori: Pozzolini,Trivilino,Sideri.
Non dimentichiamo l’Ospedale Civile Renzetti , fiore all’occhiello della sanità di tutto il comprensorio frentano,  nel quale si sono avvicendati grandi Specialisti;
Insieme a questa fiorente , ricca e varia attività commerciale e industriale seguitava a dare i suoi frutti un movimento  culturale che vedeva i suoi punti di incontro presso le librerie  Barbati , D’Ovidio e Cipolla. Negli anni dal cinquanta al settanta dal nostro Liceo Classico, famoso in tutta la regione per la qualità del suo insegnamento, sono usciti personaggi illustri il Giurista Alessandro Pace, il Giornalista Paolo Gambescia e famosi docenti universitari come il Prof.Luigi de Cecco, il Prof.Gaetano Lotti, il Prof. Marcello de Cecco, il Prof.Alfredo Geniola solo per citarne qualcuno.
Negli anni sessanta nacquero:
il Circolo Jean Vigo a cura dei fratelli Prof.Benito e Antonio Lanci, che sviluppò e coltivò nei giovani l’amore e la conoscenza del cinema  con la proiezione di film di grandi autori Italiani e stranieri: da Visconti a Fellini da Ingmar Bergman ad Akiro Kurosawa;
il circoletto Universitario dove ci si incontrava per feste e accanite discussioni culturali e politiche.
 Insomma nei trenta anni tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fine degli anni settanta Lanciano è stata una città viva culturalmente e fiorente economicamente.
Alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta comincia un lento ed inarrestabile degrado culturale, commerciale e…politico: specchio di quello che avveniva nel resto d’Italia.
Le grandi battaglie portate avanti: scuola dell’obbligo, Statuto dei Lavoratori, Sanità pubblica, nazionalizzazione dell’Energia Elettrica, vengono svuotate di qualunque valore, a livello nazionale e locale.
I sindacati e i politici difendono solo i diritti dei lavoratori e degli studenti dimenticando che  una società  opera bene solo se diritti e doveri camminano a braccetto . Il privilegiare i diritti ha portato gradatamente a ciò che sta avvenendo oggi: la perdita delle conquiste fatte. I politici ( termine ormai improprio perché dei problemi della POLIS se ne F……o) e i sindacalisti , lo ripeto, hanno sicuramente le loro grandi responsabilità. Noi cittadini, comunque, ne siamo stati e ne siamo complici. Molti di noi ,infatti ne avevano avuto e ne hanno un utile (pensiamo ai posti fittizi creati nelle istituzioni pubbliche civili e sanitarie, ai vari Enti più o meno utili, alle Municipalizzate per dare un contentino ai “galoppini” di turno etc.) e gli altri non si  rendevano e non si rendono conto che i debiti accumulatisi  erano e sono spalmati su di loro e lo saranno sui loro figli.
La nostra città è lo specchio della nostra Patria.
Una cittadina bella, pulita, con un Corso , delizia per gli occhi con i suoi palazzi Liberty, deturpato da due casermoni che ne rompono la simmetria;
 una gioventù d’allora piena di vita e voglia di fare diventata adulta e anziana disillusa e conscia del proprio fallimento;
una gioventù odierna senza illusioni che bivacca negli angoli munita di telefonino e auricolari o si trascina stanca verso i vari edifici scolastici senza curiosità, interesse ,speranza e senso di responsabilità.
Politici miopi ed interessati solo al loro apparire  ed al loro sentirsi “importanti” non hanno saputo o voluto, per loro mire personali?, dare vita ad alcun vero, fattibile progetto di rilancio artigianale, commerciale e culturale anzi, riguardo quest’ultima, l’attuale Amministrazione non ha visto l’ora di chiudere una Casa di Conversazione che per oltre 150 anni ha portato e ospitato nella nostra città scrittori, artisti e studiosi di fama internazionale in una cornice elegante e signorile .  Alcune importanti strutture, da poco restaurate con i soldi nostri, vengono, invece, utilizzate e mal tenute , da privati cittadini per i loro utili personali , senza alcuna ricaduta economica e culturale per la nostra città.
La mia città, di cui amo ogni singolo angolo, di cui ogni pietra è una cara memoria, è una città sporca, disordinata, trascurata,… morente. Gli unici angoli vivi ( si fa per dire!) sono quegli enormi scatoloni chiamati ipermercati, supermercati , veicolati come centri commerciali,  che in verità stanno “rubando”, in senso metaforico, ai loro consumatori non solo soldi  ma quel che è più grave la loro anima.

Una città in agonia al cui capezzale è stato chiamato un dottore, con la speranza di guarirla?  In realtà, temo, per darle la dolce morte. 

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