lunedì 2 novembre 2015

Lunedi 11 Agosto  , nella splendida cornice delle Torri Montanare a Lanciano, è stata eseguita, dall’ Orchestra Sinfonica giovanile, la VII sinfonia di L. van Beethoven. Una delle manifestazioni dell’Estate Musicale Frentana a cura dell’Associazione Amici della Musica “Fedele Fenaroli”.  L’Estate musicale Frentana, voluta dal Senatore Errico D’Amico, ha sentito, in questi 25 anni , la nostra città risuonare di note musicali e suoni linguistici diversi grazie alla presenza di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. Si mormora che sia stato l’ultimo concerto.
Eravamo verso la fine degli anni ‘ 80 e le Associazioni a Lanciano erano poche e…specializzate . Oltre alla già citata Associazione c’erano l’Ass.ne Culturale” Eraldo Miscia”, ”l’Ass.ne ”Lanciano Arte” , L’Ass. Filatelica Anxanum, l’Ass.ne “Amici del Jazz”. Quindi Associazioni con finalità culturali e divulgative ben precise.
Queste associazioni si occupavano dell’ambito culturale, al loro fianco c’erano le associazioni di volontariato sociale : la San Vincenzo, la Caritas l’A.I.E.S., la Croce Rossa e,sul finire degli anni 80, La Croce Gialla .  Con l’avvento delle O.N.L.U.S., c’è stata una proliferazione, oserei dire esponenziale di associazioni. Attualmente nella nostra piccola cittadina ce ne sono oltre quaranta.
Ricordo, sul finire degli anni “70, nel pieno della contestazione giovanile del “68,  accese discussioni con i miei amici di sinistra contro il volontariato. Ero , allora, presidente della sezione femminile della CRI. La loro tesi :“in uno Stato degno di tale nome non deve esistere il volontariato , perché lo Stato deve farsi carico delle necessità dei più deboli”.
 E, all’epoca, il volontariato non era un …………. mascherato bussiness, ma un vero servizio a favore dei più deboli e bisognosi  della città. Ritengo , comunque, che in una Nazione che si definisce civile non dovrebbero esserci persone totalmente indigenti.
Comprendo che in un periodo così difficile, soprattutto per i giovani, poter guadagnare qualcosa almeno per una pizza con gli amici , sia importante ma di sicuro, visto l’andazzo nel nostro Bel Paese, qualcuno ……………mangia più di una pizza! Non tutte queste associazioni sono O.N.L.U.S. , per fortuna. La domanda che  pongo è: Perché tante associazioni che si occupano degli stessi campi di altre? Perché una così sciocca dispersione di forze? Perché uno spreco di fondi in tanti rivoli che producono risultati di scarsa qualità?
Qual è il fine di ciascuna?
La risposta penso che dobbiamo cercarla nel nostro D.N.A. nazionale; in fondo siamo una terra, dopo la caduta dell’Impero Romano, invasa da tanti Popoli : Goti ,Visigoti, Unni, Longobardi, Normanni, Franchi, Spagnoli, Arabi. Una Terra divisa in:
 tanti Comuni  con una loro singolare storia :Venezia, Genova, Pisa, Firenze, Urbino ,Perugia, Mantova, Amalfi,…....(Lanciano vs Ortona!) etc.;
tanti Ducati ,Principati sempre in lotta tra loro;
Regno di Piemonte, Impero Austro-Ungarico, Papato, Regno delle 2 Sicilie;
Tutti convinti di essere i migliori, i più forti. Il risultato?  Una Nazione a cui manca il senso di appartenenza ad una stessa radice ( ci sentiamo fratelli, figli di una stessa Patria solo quando c’è sul campo la Nazionale Azzurra o il Cavallino etc.) .
 una Terra nella quale il senso civico è assente;
un Paese nel quale un becero individualismo dà vita a:
 regionalismi, oso dire, ridicoli in un territorio così piccolo e povero di risorse naturali, e, ormai, anche culturali.
A decine di partiti sorti per un tornaconto personale e non per amore della Polis.
a centinaia di associazioni il cui unico obiettivo è sentirsi protagonisti .
La nostra regione stanzia 50.000 mila  Euri per il Mastrogiurato e zero per l’Estate Musicale Frentana: specchio, questa decisione, dell’inconsistenza culturale dei nostri rappresentanti politici e di quell’Italia che sta distruggendo le sue radici; quelle, tanto per capirci, che hanno dato a tutto il mondo capolavori artistici e musicali che sono l’unica carta che ancora abbiamo da giocare per poter essere considerati qualcosa di più di un Pulcinella ,senza offesa per quest’ultimo: grande maschera napoletana.
Machiavelli aveva compreso 500 anni fa che, per gli Italiani, in particolare, “ IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI”; e non ricordo bene se D’Azeglio o Cavour disse “abbiam fatto l’Italia bisogna fare gli Italiani…..gli altri non ….ME ,io? sono diversa!

domenica 25 ottobre 2015

Presentazione di " 3 donne una sfida"

Un giorno, parlando con la mia amica Dina Nasuti, venni a sapere di Marisa Paolucci e del suo libro “Tre donne una sfida”. Poiché da molto tempo cercavo di comprendere la cultura musulmana attraverso la lettura di libri come “Scontro di inciviltà” di Nacera Belali,la visione di film come” la bicicletta verde” di Haifa Al-Mansauri, ne fui incuriosita e comprai il libro che ho letto in meno di tre ore, letteralmente affascinata dalla storia di queste tre “eroine “ del nostro tempo e dalla loro battaglia, nei loro Paesi, per l’emancipazione della donna. Queste donne, nel più profondo rispetto per la loro tradizione culturale e religiosa, hanno cercato e cercano di migliorare la condizione femminile leggendo e interpretando il Corano dal punto di vista delle donne. Ma di questo vi parlerà la nostra autrice.
 La lettura del libro, in verità, mi ha spinto a riflettere su tre punti:
 Il pregiudizio, L’origine cristiana  e l’evoluzione della nostra società, il ruolo delle donne nei Vangeli
Il pregiudizio ,come tutti sappiamo, nasce dall’ignoranza e l’ignoranza genera la paura. Quando insegnavo ho sempre cercato di far comprendere ai miei allievi che lo studio delle lingue straniere era importante non solo per comunicare ma, anche, per comprendere le diversità culturali di cui ogni lingua è espressione. Ho sempre pensato, che ciò che rende difficili i rapporti umani sia proprio il  pregiudizio di qualunque tipo:  culturale, di razza ,di sesso, di religione. Questo accade perchè non riflettiamo mai abbastanza sulle diversità naturali, biologiche, fisiche e chimiche che sono la ricchezza del nostro pianeta e sulle diversità culturali, genetiche, religiose che sono la ricchezza dell’umanità. E invece troppo spesso, per ignoranza e per paura, sulla base dei pregiudizi abbiamo eretto e seguitiamo ad erigere,  tra i popoli, muri costruiti con i cadaveri e il sangue di tanti innocenti, e tra noi incomprensioni e ostilità.
Il secondo punto
 L’origine cristiana del nostro occidente risale a duemila anni fa, l’origine musulmana dei popoli arabi a circa 1400 anni fa. In Europa, o meglio nei territori posti sotto il potere di Roma, dopo l’editto di Costantino che proclamava la religione cristiana religione di stato e le assegnava dei possedimenti, e, fino al Cinquecento, il potere della Chiesa è stato fortissimo. I Re o gli imperatori di turno avevano riconosciuta la loro autorità solo dopo l’investitura del Papa o del Vescovo incaricato. In questo modo riconoscevano ed accettavano la indiscussa autorità della chiesa. Non erano Stati propriamente teocratici, ma il potere papale era sicuramente forte. La condizione della donne, pur con qualche grande eccezione (nella storia Elisabetta I^, nella religione Caterina da Siena per citarne almeno due) non era certamente rosea: venivano rinchiuse in convento, sposate di forza a qualcuno, diventavano cortigiane o venivano considerate streghe e mandate al rogo, Giovanna D’Arco.  La Riforma Protestante e le varie guerre di religione, che hanno insanguinato l’Europa, hanno limitato in parte questo potere. Solo con l’Illuminismo, e dopo la Rivoluzione francese, almeno fuori dall’Italia, l’influenza, o, meglio l’ingerenza della Chiesa nella vita degli Stati cominciò a diminuire.  Questa parentesi per ricordare a noi tutti che, , il mondo Musulmano, anche se tecnologicamente avanzato quanto noi, sta avendo ora le sue rivoluzioni socio-politiche. Le battaglie che tanti Musulmani stanno combattendo per la laicità dello Stato ( Algeria Iran,Libia,Egitto) nei loro rispettivi Paesi,  non saranno né facili, né brevi come non lo sono state le nostre. Non possiamo, infatti, e non dobbiamo dimenticare le centinaia di migliaia di persone che hanno combattuto e combattono per affermare e difendere le loro idee e la loro libertà nei Paesi di religione musulmana e quelli che l’hanno fatto e lo fanno oggi nel nostro occidente. Basta ricordare i fascismi che, da est a ovest,  hanno imperversato  in Europa nel ‘900 e, negli ultimi decenni, i moti di protesta in America ,in Europa, in Unione Sovietica, in Cina, in Sud Africa,  nei Paesi dell’America Latina per la conquista di una vera democrazia ,per la difesa dell’ecosistema del nostro piccolo pianeta e contro lo strapotere globale della finanza e delle  banche.
La terza considerazione che la lettura di queste storie raccontate da Marisa Paolucci ha fatto nascere in me è stato il desiderio di rileggere il nostro Vangelo. I Vangeli , come sappiamo, si basano su una tradizione orale, tramandata da semplici e umili pescatori, di quella che era stata la predicazione di un Uomo, Gesù, condannato come delinquente e finito sulla croce per le sue Idee e i suoi comportamenti. Idee talmente socialmente ed eticamente “rivoluzionarie” per la società di quel tempo che avrebbero potuto minare (in effetti è accaduto anche se il potere risorge sempre ,come l’Araba Fenice, dalle sue ceneri) alla base quello che era il potere costituito ,religioso e politico ,rappresentato da uomini in una società in cui le donne contavano poco o niente ( Comunque cerchiamo di non dimenticare che fino a pochi decenni le donne ebree non potevano studiare la Torah , e alle nostre donne occidentali raramente era concesso di studiare, accedere a posti di responsabilità istituzionali, votare ,le cose sono oggi un po’ diverse anche se… la quotidiana violenza contro le donne mi fa pensare che il cammino degli uomini verso un  rispetto reciproco sia ancora lungo). Ritornando al Vangelo , meglio ai Vangeli ,ho scoperto che i momenti e gli avvenimenti decisivi e rivelatori ne vedono le donne protagoniste, così come sono state protagoniste,  durante la vita di Gesù e fino all’ Editto di Costantino sopra ricordato.
 Qui non voglio mettere in discussione la Fede e la religione cristiana, sono una cristiana convinta e in cammino, ma analizzare i Vangeli in un’ottica antropologica, che tenga cioè presente solo la società nella quale Gesù e i suoi seguaci hanno operato. Nella Bibbia Eva è colei che, nel Paradiso Terrestre, ha indotto Adamo a sfidare il Padre, a farlo disobbedire, a farlo esiliare e condannare ad una vita di dolore e fatica. E questo gli uomini, anche se inconsciamente, ce lo fanno ancora pesare, eppure, nei Vangeli, Dio sceglie una donna, Maria, e la fa nascere libera dal peccato originale (già questo per la cultura e la società del tempo era blasfemo). Dio sceglie una donna, simbolo del peccato, per farsi uomo, sceglie di crescere e svilupparsi nel grembo di una donna, di assorbirne le sue emozioni , la sua linfa e questa donna non appartiene neanche alle classi “superiori (Scribi ,Farisei, Sadducei).  Alle nozze di Cana è Maria che chiede a Gesù di rivelare la Sua vera natura. E’ la vedova che, donando il suo unico soldo, manifesta la generosità senza condizioni, come quella di Cristo. E’ la Maddalena, una prostituta, che comprende la diversità e l’umana ricchezza d’amore di Gesù e, inginocchiata ai suoi piedi con grande scandalo di tutti, glieli lava con le sue lacrime e glieli asciuga con i suoi capelli (grande simbolo erotico in quella cultura e non solo, ricordiamo che nei paesi di religione Mussulmana è d’obbligo portare la testa coperta ,e fino a 10 -15 lustri fa anche nell’Italia meridionale le donne dovevano, non solo quando entravano in chiesa ,avere il capo coperto) ). sono l’emorroissa e la cananea che rivelano una fede senza dubbi. E’ la Samaritana che, senza esitazioni, offre da bere al pellegrino e ne riconosce la divinità. E’ una donna che chiede con ostinazione giustizia al giudice[U1]  rivelando la sua fede in essa. Sono le donne ad avere il coraggio di esporsi sotto la Croce. Sono le donne che per prime danno l’annuncio della Resurrezione. Le donne nei vangeli non sono mai negative.
Forse anche noi donne cristiane, con il Vangelo in mano, dovremmo cercare di combattere per il nostro diritto di far parte delle istituzioni religiose  e  con fraternitè,egalitè e libertè per far parte delle istituzioni politiche, non come concessione di quote ma a pieno titolo . L’illuminismo, le rivoluzioni che hanno insanguinato l’Europa, le battaglie condotte dalle donne nel secolo scorso per la loro emancipazione sociale, sono state  molto importanti. Ma, ancora oggi, le donne, in questa società votata al consumismo più sfrenato, all’apparenza più che alla sostanza, all’avere più che all’essere, spesso ahimè, sono considerate ma soprattutto considerano il loro corpo e non la loro intelligenza e la loro preparazione come l’unica moneta di scambio per realizzare i loro sogni o raggiungere i loro obiettivi. Forse le donne musulmane potrebbero insegnarci qualcosa da questo punto di vista. Vorrei per concludere che noi tutti,     uomini e donne riflettessimo su questo: l’aquila ha bisogno delle due ali per volare in alto ,l’umanità ha bisogno dell’uomo e della donna per seguitare ad esistere, l’essere umano ha bisogno della fede e della ragione per scoprire ed accettare quel grande mistero dal quale proviene la vita che anima questo piccolo pianeta e muove l’universo ed al quale nelle diverse culture diamo nomi umanizzati come Dio,Jahve,Allah,Budda Manitou.

Solitudine non è mancanza di persone con cui conversare, amoreggiare, passeggiare e fare sesso…Questa è carenza.
Solitudine non è il sentimento che sperimentiamo per l’assenza di entità care che non possono più tornare… Questa è nostalgia.
Solitudine non è il ritiro volontario che ci imponiamo , a volte, per mettere ordine nei nostri pensieri…Questo è equilibrio.
Solitudine non è la clausura involontaria che il destino ci riserva compulsivamente per farci rivedere la nostra vita…questo è un principio di natura.
Solitudine non è il vuoto di persone accanto a noi…Questa è circostanza.
Solitudine è molto di più.
Solitudine è quando ci perdiamo in noi stessi e cerchiamo invano di ritrovare la nostra anima.

 Francisco Buarque de Hollanda
Gent.mo Direttore,
ho letto spesso sul suo giornale “Il Foglio” e su “Il Giornale” articoli non proprio lusinghieri riguardanti Papa Francesco, e interpretazioni, direi piuttosto fantasiose, per non dire in mala fede, di profezie. Non Le scrivo per difendere l’attuale Papa, ha sicuramente un AVVOCATO di gran lunga superiore a quelli umani. Le scrivo, per ricordare a Lei, ed a qualche cattolico ateo, (forse non avete una grande dimestichezza con i Vangeli Sinottici!), quanto Gesù sia stato:
Incompreso dagli uomini del suo tempo,
Perseguitato dai notabili, dagli studiosi e dai capi del Sinedrio,
Tradito dalle folle che, poco prima, avevano beneficiato dei suoi miracoli e lo avevano osannato! e, perfino, dai suoi amici più cari.
Lungi da me l’idea di paragonare Papa Francesco a Gesù, potrei essere considerata quasi blasfema, ma le circostanze mi sembrano molto simili.
Mi sembra che il Papa non faccia altro che riprendere le parole dei Vangeli attribuite a Gesù. “Ama il prossimo tuo come te stesso”.  Il nostro prossimo sono coloro che soffrono: i poveri, i malati, le persone che commettono crimini e ne portano il peso, coloro che prendono coscienza dei loro errori e cercano con fatica e dolore di non sbagliare ancora. Gesù ha sempre avuto parole di misericordia e tenerezza per loro, e, al più, li esortava a non sbagliare ancora. Ma condannava i superbi, gli arroganti, i ricchi avidi, avari ed egoisti, coloro che rispettavano la legge ma non l’uomo, coloro che si rinchiudevano nella torre d’avorio delle loro certezze senza un briciolo di dubbio, umiltà e umanità.
Quando uomini intelligenti e colti sollevano argomenti così simili a quelli di duemila anni fa: modernismo, attacco alle tradizioni , distruzione della Chiesa ecc. dimenticano che:
la Chiesa siamo Noi Cristiani, e non i templi, costruiti  non per onorare Dio ma solo la propria vanità e dar lustro al proprio potere (Sia chiaro che non mi riferisco a quelle splendide opere d’arte che sono le nostre chiese, ma a quei templi umani ammantati di grandezza ed opulenza che ritengono di essere i fedeli depositari della Parola, dimentichi del fatto che è lo Spirito che ci guida);
la Parola è il seme di sempre nuovi frutti.
Purtroppo con dolore ed amarezza debbo constatare che la zizzania cresce copiosa e cerca di soffocare quel Seme. Per fortuna, lo Spirito illumina e guida coloro che amano i più deboli, i più fragili, i più diseredati ed emarginati: coloro che sono fuori dal recinto.


venerdì 23 ottobre 2015


Come muore una ci(vil)ttà

La mia piccola città, Lanciano , ha origini  molto remote, addirittura la si fa risalire a tremila anni fa.
Durante gli anni della mia fanciullezza e adolescenza era una cittadina ricca di :
fabbriche : il calzaturificio Torrieri, la ditta Tinari, l’officina Mari, la Casa Editrice Carabba, l’Azienda tabacchi , la Sangritana che collegava i piccoli centri montani con tutta l’Italia ,la ditta Cocco-Croce; le fornaci , la I.G.C. giocattoli; le falegnamerie, ,le ditte Fazia e Rapino, Barbati e Carosella,  Violante ,produttore di vini ricercati etc.;
creative attività artigiane: i lavoratori del ferro, i vasai, sartorie famose, lanifici;
piccole attività commerciali gestite in famiglia, panifici e forni famosi per la pizza coi peperoni;
gli“orti” di Lanciano conosciuti per la qualità dei loro prodotti,
i nuovi imprenditori: Pozzolini,Trivilino,Sideri.
Non dimentichiamo l’Ospedale Civile Renzetti , fiore all’occhiello della sanità di tutto il comprensorio frentano,  nel quale si sono avvicendati grandi Specialisti;
Insieme a questa fiorente , ricca e varia attività commerciale e industriale seguitava a dare i suoi frutti un movimento  culturale che vedeva i suoi punti di incontro presso le librerie  Barbati , D’Ovidio e Cipolla. Negli anni dal cinquanta al settanta dal nostro Liceo Classico, famoso in tutta la regione per la qualità del suo insegnamento, sono usciti personaggi illustri il Giurista Alessandro Pace, il Giornalista Paolo Gambescia e famosi docenti universitari come il Prof.Luigi de Cecco, il Prof.Gaetano Lotti, il Prof. Marcello de Cecco, il Prof.Alfredo Geniola solo per citarne qualcuno.
Negli anni sessanta nacquero:
il Circolo Jean Vigo a cura dei fratelli Prof.Benito e Antonio Lanci, che sviluppò e coltivò nei giovani l’amore e la conoscenza del cinema  con la proiezione di film di grandi autori Italiani e stranieri: da Visconti a Fellini da Ingmar Bergman ad Akiro Kurosawa;
il circoletto Universitario dove ci si incontrava per feste e accanite discussioni culturali e politiche.
 Insomma nei trenta anni tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fine degli anni settanta Lanciano è stata una città viva culturalmente e fiorente economicamente.
Alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta comincia un lento ed inarrestabile degrado culturale, commerciale e…politico: specchio di quello che avveniva nel resto d’Italia.
Le grandi battaglie portate avanti: scuola dell’obbligo, Statuto dei Lavoratori, Sanità pubblica, nazionalizzazione dell’Energia Elettrica, vengono svuotate di qualunque valore, a livello nazionale e locale.
I sindacati e i politici difendono solo i diritti dei lavoratori e degli studenti dimenticando che  una società  opera bene solo se diritti e doveri camminano a braccetto . Il privilegiare i diritti ha portato gradatamente a ciò che sta avvenendo oggi: la perdita delle conquiste fatte. I politici ( termine ormai improprio perché dei problemi della POLIS se ne F……o) e i sindacalisti , lo ripeto, hanno sicuramente le loro grandi responsabilità. Noi cittadini, comunque, ne siamo stati e ne siamo complici. Molti di noi ,infatti ne avevano avuto e ne hanno un utile (pensiamo ai posti fittizi creati nelle istituzioni pubbliche civili e sanitarie, ai vari Enti più o meno utili, alle Municipalizzate per dare un contentino ai “galoppini” di turno etc.) e gli altri non si  rendevano e non si rendono conto che i debiti accumulatisi  erano e sono spalmati su di loro e lo saranno sui loro figli.
La nostra città è lo specchio della nostra Patria.
Una cittadina bella, pulita, con un Corso , delizia per gli occhi con i suoi palazzi Liberty, deturpato da due casermoni che ne rompono la simmetria;
 una gioventù d’allora piena di vita e voglia di fare diventata adulta e anziana disillusa e conscia del proprio fallimento;
una gioventù odierna senza illusioni che bivacca negli angoli munita di telefonino e auricolari o si trascina stanca verso i vari edifici scolastici senza curiosità, interesse ,speranza e senso di responsabilità.
Politici miopi ed interessati solo al loro apparire  ed al loro sentirsi “importanti” non hanno saputo o voluto, per loro mire personali?, dare vita ad alcun vero, fattibile progetto di rilancio artigianale, commerciale e culturale anzi, riguardo quest’ultima, l’attuale Amministrazione non ha visto l’ora di chiudere una Casa di Conversazione che per oltre 150 anni ha portato e ospitato nella nostra città scrittori, artisti e studiosi di fama internazionale in una cornice elegante e signorile .  Alcune importanti strutture, da poco restaurate con i soldi nostri, vengono, invece, utilizzate e mal tenute , da privati cittadini per i loro utili personali , senza alcuna ricaduta economica e culturale per la nostra città.
La mia città, di cui amo ogni singolo angolo, di cui ogni pietra è una cara memoria, è una città sporca, disordinata, trascurata,… morente. Gli unici angoli vivi ( si fa per dire!) sono quegli enormi scatoloni chiamati ipermercati, supermercati , veicolati come centri commerciali,  che in verità stanno “rubando”, in senso metaforico, ai loro consumatori non solo soldi  ma quel che è più grave la loro anima.

Una città in agonia al cui capezzale è stato chiamato un dottore, con la speranza di guarirla?  In realtà, temo, per darle la dolce morte. 

lunedì 18 novembre 2013

Papa Francesco, il Suo “Buonasera” è stato una ventata di aria fresca, semplicità e familiarità, in assonanza perfetta con la scelta del Suo nome “Francesco”.  Subito sono tornate alla mente le parole di Papa Giovanni XXIII  “..questa sera quando tornate a casa fate una carezza ai vostri bimbi..”  e il sorriso di Papa Giovanni Paolo I e il Suo “ Dio-Madre”.   Il Santo Natale, iniziato con l’Avvento, mi fa sperare in una  Ri-nascita e Resurrezione della Chiesa nella Parola di Gesù Cristo.
Nei mesi trascorsi, nel dialogo tra Lei, Papa Francesco, ed Eugenio Scalfari, si è fatto riferimento all’importanza di seguire la propria coscienza.
 Lei, Santo Padre, scriveva: “La questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha fede, c’è quando si va contro coscienza.  Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male.”
Queste parole usate in un dialogo con persone di religione diversa, ma i cui valori fondamentali rispetto, tolleranza, compassione, misericordia, sono complessivamente gli stessi, o con persone di provenienza laica, ma con una formazione etica i cui valori sono, ancora, tolleranza, rispetto della diversità, umanità etc., come  Eugenio Scalfari, danno una percezione di ciò che è bene e ciò che è male sostanzialmente non molto dissimile.
Ma qual è la percezione del bene e del male secondo la coscienza di ciascuno?
Stalin, Hitler, Franco, Mussolini, Pinochet etc. sapevano discernere ciò che è bene e ciò che è male?  Agivano secondo la “loro” coscienza e non credo che la sera avessero alcun tipo di rimorso.
L’etimologia di coscienza è, come Lei ben sa, :  cum  scire, scire = conoscere sapere.
Ciò che chiamiamo coscienza è formata:
Dal DNA che i genitori trasmettono nel momento del concepimento;
Dalle emozioni e gli stati d’animo che la mamma trasmette, giorno dopo giorno, al feto;
Dai sentimenti, gli atteggiamenti, le emozioni, le abitudini (alimentari, culturali e sociali), i gesti, i linguaggi, oltre che la lingua, dei genitori e familiari che si imprimono sul cervello del bambino (una “tabula”, quasi, “rasa”).
 E’ quindi nell’ambiente nel quale si muovono i primi passi, che si forma la prima coscienza di ciò che è Bene e di ciò che è Male nel mondo circostante. Dopo il primo, incerto cammino in questo mondo familiare, si entra, gradatamente, in contatto con la cultura, in senso lato, del microcosmo sociale nel quale si abita: il quartiere.
Durante l’infanzia, la fanciullezza   e   l’adolescenza si apprendono e si fanno propri nuovi atteggiamenti, nuove abitudini, nuovi linguaggi, valori sociali talvolta in contrasto con l’ambiente familiare dal quale  si  proviene.
La coscienza è quindi il risultato di ciò che si apprende nel corso della vita.
Se si è avuta la fortuna di vivere in un ambiente familiare e sociale che ha trasmesso valori come: rispetto dell’altro, lealtà, onestà, si agirà secondo coscienza quando questi valori verranno utilizzati come parametri per le proprie scelte.
Se è avuta la sorte di vivere in un quartiere suburbano dove si sono appresi valori come prepotenza, legge del più forte o del più svelto, sopraffare o uccidere qualcuno per difendere il proprio territorio o i propri diritti, non lo si percepirà come male,
Se uno è vissuto in un ambiente nel quale, da quando è nato, ha sentito ripetere che i neri sono delinquenti, che rubano il lavoro, che violentano le donne, la sua coscienza non percepirà come un male picchiarlo.
Se per decenni qualcuno ha sentito dire che la donna che tradisce il coniuge deve avere una A cucita sul vestito ed esposta al pubblico ludibrio lo farà agendo secondo coscienza. Non c’è lì Gesù che dice “Chi è senza peccato scagli la prima pietra…”.
Allora io non direi che l’Uomo deve agire secondo la sua percezione del bene e del male. Direi che ciascuno di noi deve agire nei riguardi dell’altro come vorrebbe che egli/ella agisse nei nostri (Ama il prossimo tuo come te stesso). Di fare le nostre scelte (non secondo la nostra coscienza perché essa è, come ho cercato di spiegare, relativa, in quanto legata al cammino familiare, sociale, culturale, religioso e filosofico che ciascuno di noi ha percorso) tenendo presenti valori umani e sociali condivisi quali: compassione, misericordia, tolleranza, rispetto. Sono questi i valori da usare quando dobbiamo valutare cosa è bene e cosa è male; tutte le religioni, dal Buddismo al Taoismo, dalle monoteiste quali Ebraismo, Cristianesimo e Islam a quella degli  Innuhit   etc.  , e i grandi pensatori atei li riconoscono peculiari all’essere umano.
 Parlare di agire secondo la propria coscienza potrebbe creare, lo ripeto, ambiguità:
Incontriamo, quotidianamente (!), persone egoiste, narcisiste e servili che sono convinte di agire bene, secondo coscienza, quando difendono i loro idoli o i loro interessi .Come non ricordare l’intervista ad uno di quei “maghi” della finanza che, dopo aver ridotto sul lastrico migliaia di famiglie in America e non solo, dichiarava, senza alcun rimorso  “business is business”
Abbiamo assistito ad atti di terrorismo compiuti da uomini che erano andati in chiesa prima di accendere una miccia che avrebbe tolto la vita a delle persone;
Abbiamo assistito alla morte di persone che, carichi di tritolo, seguendo la loro coscienza, sono morte uccidendo persone inermi;
Abbiamo visto eliminare milioni di persone da soldati che facevano il loro dovere e ritenevano di agire bene eseguendo gli ordini ricevuti: Hiroshima, Nagasaki, i lager, Tienhammen.
Non possiamo dimenticare le migliaia di persone condannate al rogo durante “la Santa Inquisizione” da prelati che giudicavano secondo coscienza.
Quel Mistero d’Amore chiamato Dio, per noi cristiani, si è manifestato e rivelato   compiutamente in Gesù, il Quale ci ha testimoniato l’infinita fiducia nell’amore e nella misericordia del Padre anche nel momento estremo della sua sofferenza. Noi non sappiamo come Egli, che conosce i più profondi segreti del nostro cuore ci giudicherà, ma sappiamo che è sempre pronto ad accoglierci con un abbraccio quando, dopo aver riconosciuto i nostri errori, ci pentiamo. Sono altrettanto certa, come Cristiana, che giudicherà tutti gli uomini col metro dell’amore dato. Il peccato forse non è nel non agire secondo coscienza ma nell’agire senza rispetto ed amore per l’altro da me chiunque egli sia, qualunque lingua parli, perché  “….quando avrete fatto questo a qualcuno di questi piccoli l’avrete fatto a me…”.
Se pensatori laici di tutte le razze e uomini di fede e religioni diverse, con umiltà e spirito di servizio aprono un Dialogo, senza la paura di perdere la propria identità culturale, e insieme percorrono questa Via, in cerca di  quella Verità che, non posseduta da alcuno in assoluto, si nasconde in quel grande mistero che è la Vita su questo piccolo insignificante pianeta a noi così caro , forse noi  tutti, Cristiani e non, riusciremo ad avere una coscienza comune di ciò che è bene e ciò che è male. Forse attraverso il Dialogo riusciremo a com-prendere che siamo tutti fratelli, ospiti temporanei di una stessa casa, fruitori delle stesse risorse, in  viaggio  verso  una comune, insostituibile meta .
 La ringrazio per la pazienza e l’attenzione che mi ha dato e Le auguro un Santo e Sereno Natale