martedì 3 novembre 2015
lunedì 2 novembre 2015
Lunedi 11 Agosto , nella
splendida cornice delle Torri Montanare a Lanciano, è stata eseguita, dall’
Orchestra Sinfonica giovanile, la VII sinfonia di L. van Beethoven. Una delle
manifestazioni dell’Estate Musicale Frentana a cura dell’Associazione Amici
della Musica “Fedele Fenaroli”. L’Estate
musicale Frentana, voluta dal Senatore Errico D’Amico, ha sentito, in questi 25
anni , la nostra città risuonare di note musicali e suoni linguistici diversi grazie
alla presenza di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. Si mormora
che sia stato l’ultimo concerto.
Eravamo verso la fine degli anni ‘ 80 e le Associazioni a
Lanciano erano poche e…specializzate . Oltre alla già citata Associazione
c’erano l’Ass.ne Culturale” Eraldo Miscia”, ”l’Ass.ne ”Lanciano Arte” , L’Ass. Filatelica
Anxanum, l’Ass.ne “Amici del Jazz”. Quindi Associazioni con finalità culturali
e divulgative ben precise.
Queste associazioni si occupavano dell’ambito culturale, al
loro fianco c’erano le associazioni di volontariato sociale : la San Vincenzo,
la Caritas l’A.I.E.S., la Croce Rossa e,sul finire degli anni 80, La Croce
Gialla . Con l’avvento delle O.N.L.U.S.,
c’è stata una proliferazione, oserei dire esponenziale di associazioni.
Attualmente nella nostra piccola cittadina ce ne sono oltre quaranta.
Ricordo, sul finire degli anni “70, nel pieno della
contestazione giovanile del “68, accese
discussioni con i miei amici di sinistra contro il volontariato. Ero , allora,
presidente della sezione femminile della CRI. La loro tesi :“in uno Stato degno
di tale nome non deve esistere il volontariato , perché lo Stato deve farsi
carico delle necessità dei più deboli”.
E, all’epoca, il
volontariato non era un …………. mascherato bussiness, ma un vero servizio a
favore dei più deboli e bisognosi della
città. Ritengo , comunque, che in una Nazione che si definisce civile non
dovrebbero esserci persone totalmente indigenti.
Comprendo che in un periodo così difficile, soprattutto per i
giovani, poter guadagnare qualcosa almeno per una pizza con gli amici , sia
importante ma di sicuro, visto l’andazzo nel nostro Bel Paese, qualcuno ……………mangia
più di una pizza! Non tutte queste associazioni sono O.N.L.U.S. , per fortuna. La
domanda che pongo è: Perché tante
associazioni che si occupano degli stessi campi di altre? Perché una così
sciocca dispersione di forze? Perché uno spreco di fondi in tanti rivoli che
producono risultati di scarsa qualità?
Qual è il fine di ciascuna?
La risposta penso che dobbiamo cercarla nel nostro D.N.A.
nazionale; in fondo siamo una terra, dopo la caduta dell’Impero Romano, invasa
da tanti Popoli : Goti ,Visigoti, Unni, Longobardi, Normanni, Franchi,
Spagnoli, Arabi. Una Terra divisa in:
tanti Comuni con una loro singolare storia :Venezia, Genova,
Pisa, Firenze, Urbino ,Perugia, Mantova, Amalfi,…....(Lanciano vs Ortona!) etc.;
tanti Ducati ,Principati sempre in lotta tra loro;
Regno di Piemonte, Impero Austro-Ungarico, Papato, Regno delle
2 Sicilie;
Tutti convinti di essere i migliori, i più forti. Il risultato?
Una Nazione a cui manca il senso di
appartenenza ad una stessa radice ( ci sentiamo fratelli, figli di una stessa
Patria solo quando c’è sul campo la Nazionale Azzurra o il Cavallino etc.) .
una Terra nella quale
il senso civico è assente;
un Paese nel quale un becero individualismo dà vita a:
regionalismi, oso dire,
ridicoli in un territorio così piccolo e povero di risorse naturali, e, ormai,
anche culturali.
A decine di partiti sorti per un tornaconto personale e non
per amore della Polis.
a centinaia di associazioni il cui unico obiettivo è sentirsi
protagonisti .
La nostra regione stanzia 50.000 mila Euri per il Mastrogiurato e zero per l’Estate
Musicale Frentana: specchio, questa decisione, dell’inconsistenza culturale dei
nostri rappresentanti politici e di quell’Italia che sta distruggendo le sue
radici; quelle, tanto per capirci, che hanno dato a tutto il mondo capolavori
artistici e musicali che sono l’unica carta che ancora abbiamo da giocare per
poter essere considerati qualcosa di più di un Pulcinella ,senza offesa per
quest’ultimo: grande maschera napoletana.
Machiavelli aveva compreso 500 anni fa che, per gli Italiani,
in particolare, “ IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI”; e non ricordo bene se D’Azeglio
o Cavour disse “abbiam fatto l’Italia bisogna fare gli Italiani…..gli altri non
….ME ,io? sono diversa!
domenica 25 ottobre 2015
Presentazione di " 3 donne una sfida"
Un giorno, parlando con la mia amica Dina Nasuti, venni a
sapere di Marisa Paolucci e del suo libro “Tre donne una sfida”. Poiché da
molto tempo cercavo di comprendere la cultura musulmana attraverso la lettura
di libri come “Scontro di inciviltà” di Nacera Belali,la visione di film come”
la bicicletta verde” di Haifa Al-Mansauri, ne fui incuriosita e comprai il
libro che ho letto in meno di tre ore, letteralmente affascinata dalla storia
di queste tre “eroine “ del nostro tempo e dalla loro battaglia, nei loro
Paesi, per l’emancipazione della donna. Queste donne, nel più profondo rispetto
per la loro tradizione culturale e religiosa, hanno cercato e cercano di
migliorare la condizione femminile leggendo e interpretando il Corano dal punto
di vista delle donne. Ma di questo vi parlerà la nostra autrice.
La lettura del libro,
in verità, mi ha spinto a riflettere su tre punti:
Il pregiudizio,
L’origine cristiana e l’evoluzione della
nostra società, il ruolo delle donne nei Vangeli
Il pregiudizio ,come tutti sappiamo, nasce dall’ignoranza e
l’ignoranza genera la paura. Quando insegnavo ho sempre cercato di far
comprendere ai miei allievi che lo studio delle lingue straniere era importante
non solo per comunicare ma, anche, per comprendere le diversità culturali di
cui ogni lingua è espressione. Ho sempre pensato, che ciò che rende difficili i
rapporti umani sia proprio il pregiudizio di qualunque tipo: culturale, di razza ,di sesso, di religione.
Questo accade perchè non riflettiamo mai abbastanza sulle diversità naturali,
biologiche, fisiche e chimiche che sono la ricchezza del nostro pianeta e sulle
diversità culturali, genetiche, religiose che sono la ricchezza dell’umanità. E
invece troppo spesso, per ignoranza e per paura, sulla base dei pregiudizi abbiamo
eretto e seguitiamo ad erigere, tra i
popoli, muri costruiti con i cadaveri e il sangue di tanti innocenti, e tra noi
incomprensioni e ostilità.
Il secondo punto
L’origine cristiana
del nostro occidente risale a duemila anni fa, l’origine musulmana dei popoli
arabi a circa 1400 anni fa. In Europa, o meglio nei territori posti sotto il
potere di Roma, dopo l’editto di Costantino che proclamava la religione
cristiana religione di stato e le assegnava dei possedimenti, e, fino al
Cinquecento, il potere della Chiesa è stato fortissimo. I Re o gli imperatori
di turno avevano riconosciuta la loro autorità solo dopo l’investitura del Papa
o del Vescovo incaricato. In questo modo riconoscevano ed accettavano la
indiscussa autorità della chiesa. Non erano Stati propriamente teocratici, ma
il potere papale era sicuramente forte. La condizione della donne, pur con qualche
grande eccezione (nella storia Elisabetta I^, nella religione Caterina da Siena
per citarne almeno due) non era certamente rosea: venivano rinchiuse in
convento, sposate di forza a qualcuno, diventavano cortigiane o venivano
considerate streghe e mandate al rogo, Giovanna D’Arco. La Riforma Protestante e le varie guerre di
religione, che hanno insanguinato l’Europa, hanno limitato in parte questo
potere. Solo con l’Illuminismo, e dopo la Rivoluzione francese, almeno fuori
dall’Italia, l’influenza, o, meglio l’ingerenza della Chiesa nella vita degli
Stati cominciò a diminuire. Questa
parentesi per ricordare a noi tutti che, , il mondo Musulmano, anche se
tecnologicamente avanzato quanto noi, sta avendo ora le sue rivoluzioni
socio-politiche. Le battaglie che tanti Musulmani stanno combattendo per la
laicità dello Stato ( Algeria Iran,Libia,Egitto) nei loro rispettivi Paesi, non saranno né facili, né brevi come non lo
sono state le nostre. Non possiamo, infatti, e non dobbiamo dimenticare le
centinaia di migliaia di persone che hanno combattuto e combattono per
affermare e difendere le loro idee e la loro libertà nei Paesi di religione
musulmana e quelli che l’hanno fatto e lo fanno oggi nel nostro occidente. Basta
ricordare i fascismi che, da est a ovest,
hanno imperversato in Europa nel
‘900 e, negli ultimi decenni, i moti di protesta in America ,in Europa, in
Unione Sovietica, in Cina, in Sud Africa, nei Paesi dell’America Latina per la conquista
di una vera democrazia ,per la difesa dell’ecosistema del nostro piccolo
pianeta e contro lo strapotere globale della finanza e delle banche.
La terza considerazione che la lettura di queste storie raccontate
da Marisa Paolucci ha fatto nascere in me è stato il desiderio di rileggere il
nostro Vangelo. I Vangeli , come sappiamo, si basano su una tradizione orale,
tramandata da semplici e umili pescatori, di quella che era stata la
predicazione di un Uomo, Gesù, condannato come delinquente e finito sulla croce
per le sue Idee e i suoi comportamenti. Idee talmente socialmente ed eticamente
“rivoluzionarie” per la società di quel tempo che avrebbero potuto minare (in
effetti è accaduto anche se il potere risorge sempre ,come l’Araba Fenice, dalle
sue ceneri) alla base quello che era il potere costituito ,religioso e politico
,rappresentato da uomini in una società in cui le donne contavano poco o niente
( Comunque cerchiamo di non dimenticare che fino a pochi decenni le donne ebree
non potevano studiare la Torah , e alle nostre donne occidentali raramente era
concesso di studiare, accedere a posti di responsabilità istituzionali, votare
,le cose sono oggi un po’ diverse anche se… la quotidiana violenza contro le
donne mi fa pensare che il cammino degli uomini verso un rispetto reciproco sia ancora lungo).
Ritornando al Vangelo , meglio ai Vangeli ,ho scoperto che i momenti e gli
avvenimenti decisivi e rivelatori ne vedono le donne protagoniste, così come
sono state protagoniste, durante la vita
di Gesù e fino all’ Editto di Costantino sopra ricordato.
Qui non voglio mettere
in discussione la Fede e la religione cristiana, sono una cristiana convinta e
in cammino, ma analizzare i Vangeli in un’ottica antropologica, che tenga cioè
presente solo la società nella quale Gesù e i suoi seguaci hanno operato. Nella
Bibbia Eva è colei che, nel Paradiso Terrestre, ha indotto Adamo a sfidare il
Padre, a farlo disobbedire, a farlo esiliare e condannare ad una vita di dolore
e fatica. E questo gli uomini, anche se inconsciamente, ce lo fanno ancora
pesare, eppure, nei Vangeli, Dio sceglie una donna, Maria, e la fa nascere
libera dal peccato originale (già questo per la cultura e la società del tempo
era blasfemo). Dio sceglie una donna, simbolo del peccato, per farsi uomo, sceglie
di crescere e svilupparsi nel grembo di una donna, di assorbirne le sue
emozioni , la sua linfa e questa donna non appartiene neanche alle classi
“superiori (Scribi ,Farisei, Sadducei).
Alle nozze di Cana è Maria che chiede a Gesù di rivelare la Sua vera
natura. E’ la vedova che, donando il suo unico soldo, manifesta la generosità senza condizioni, come
quella di Cristo. E’ la Maddalena, una prostituta, che comprende la diversità e
l’umana ricchezza d’amore di Gesù e, inginocchiata ai suoi piedi con grande
scandalo di tutti, glieli lava con le sue lacrime e glieli asciuga con i suoi
capelli (grande simbolo erotico in quella cultura e non solo, ricordiamo che
nei paesi di religione Mussulmana è d’obbligo portare la testa coperta ,e fino
a 10 -15 lustri fa anche nell’Italia meridionale le donne dovevano, non solo
quando entravano in chiesa ,avere il capo coperto) ). sono l’emorroissa e la
cananea che rivelano una fede senza dubbi. E’ la Samaritana che, senza
esitazioni, offre da bere al pellegrino e ne riconosce la divinità. E’ una
donna che chiede con ostinazione giustizia al giudice[U1]
rivelando la sua fede in essa. Sono le donne ad avere il coraggio di esporsi
sotto la Croce. Sono le donne che per prime danno l’annuncio della
Resurrezione. Le donne nei vangeli non sono mai negative.
Forse anche noi donne cristiane, con il Vangelo in mano, dovremmo
cercare di combattere per il nostro diritto di far parte delle istituzioni religiose
e con fraternitè,egalitè e libertè per far parte
delle istituzioni politiche, non come concessione di quote ma a pieno titolo .
L’illuminismo, le rivoluzioni che hanno insanguinato l’Europa, le battaglie
condotte dalle donne nel secolo scorso per la loro emancipazione sociale, sono
state molto importanti. Ma, ancora oggi,
le donne, in questa società votata al consumismo più sfrenato, all’apparenza
più che alla sostanza, all’avere più che all’essere, spesso ahimè, sono
considerate ma soprattutto considerano il loro corpo e non la loro intelligenza
e la loro preparazione come l’unica moneta di scambio per realizzare i loro
sogni o raggiungere i loro obiettivi. Forse le donne musulmane potrebbero
insegnarci qualcosa da questo punto di vista. Vorrei per concludere che noi
tutti, uomini e donne riflettessimo su questo: l’aquila
ha bisogno delle due ali per volare in alto ,l’umanità ha bisogno dell’uomo e
della donna per seguitare ad esistere, l’essere umano ha bisogno della fede e
della ragione per scoprire ed accettare quel grande mistero dal quale proviene
la vita che anima questo piccolo pianeta e muove l’universo ed al quale nelle
diverse culture diamo nomi umanizzati come Dio,Jahve,Allah,Budda Manitou.
Solitudine
non è mancanza di persone con cui conversare, amoreggiare, passeggiare e fare
sesso…Questa è carenza.
Solitudine
non è il sentimento che sperimentiamo per l’assenza di entità care che non
possono più tornare… Questa è nostalgia.
Solitudine
non è il ritiro volontario che ci imponiamo , a volte, per mettere ordine nei
nostri pensieri…Questo è equilibrio.
Solitudine
non è la clausura involontaria che il destino ci riserva compulsivamente per
farci rivedere la nostra vita…questo è un principio di natura.
Solitudine
non è il vuoto di persone accanto a noi…Questa è circostanza.
Solitudine è
molto di più.
Solitudine è
quando ci perdiamo in noi stessi e cerchiamo invano di ritrovare la nostra
anima.
Francisco Buarque de Hollanda
Gent.mo Direttore,
ho letto spesso sul suo giornale “Il Foglio” e su “Il
Giornale” articoli non proprio lusinghieri riguardanti Papa Francesco, e
interpretazioni, direi piuttosto fantasiose, per non dire in mala fede, di
profezie. Non Le scrivo per difendere l’attuale Papa, ha sicuramente un
AVVOCATO di gran lunga superiore a quelli umani. Le scrivo, per ricordare a Lei,
ed a qualche cattolico ateo, (forse non avete una grande dimestichezza con i
Vangeli Sinottici!), quanto Gesù sia stato:
Incompreso dagli uomini del suo tempo,
Perseguitato dai notabili, dagli studiosi e dai capi del
Sinedrio,
Tradito dalle folle che, poco prima, avevano beneficiato dei
suoi miracoli e lo avevano osannato! e, perfino, dai suoi amici più cari.
Lungi da me l’idea di paragonare Papa Francesco a Gesù,
potrei essere considerata quasi blasfema, ma le circostanze mi sembrano molto
simili.
Mi sembra che il Papa non faccia altro che riprendere le
parole dei Vangeli attribuite a Gesù. “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Il nostro prossimo sono coloro che soffrono: i
poveri, i malati, le persone che commettono crimini e ne portano il peso, coloro
che prendono coscienza dei loro errori e cercano con fatica e dolore di non
sbagliare ancora. Gesù ha sempre avuto parole di misericordia e tenerezza per
loro, e, al più, li esortava a non sbagliare ancora. Ma condannava i superbi, gli
arroganti, i ricchi avidi, avari ed egoisti, coloro che rispettavano la legge
ma non l’uomo, coloro che si rinchiudevano nella torre d’avorio delle loro
certezze senza un briciolo di dubbio, umiltà e umanità.
Quando uomini intelligenti e colti sollevano argomenti così
simili a quelli di duemila anni fa: modernismo, attacco alle tradizioni , distruzione
della Chiesa ecc. dimenticano che:
la Chiesa siamo Noi Cristiani, e non i templi, costruiti non per onorare Dio ma solo la propria vanità
e dar lustro al proprio potere (Sia chiaro che non mi riferisco a quelle
splendide opere d’arte che sono le nostre chiese, ma a quei templi umani
ammantati di grandezza ed opulenza che ritengono di essere i fedeli depositari
della Parola, dimentichi del fatto che è lo Spirito che ci guida);
la Parola è il seme di sempre nuovi frutti.
Purtroppo con dolore ed amarezza debbo constatare che la
zizzania cresce copiosa e cerca di soffocare quel Seme. Per fortuna, lo Spirito
illumina e guida coloro che amano i più deboli, i più fragili, i più diseredati
ed emarginati: coloro che sono fuori dal recinto.
venerdì 23 ottobre 2015
Come muore una ci(vil)ttà
La mia piccola città, Lanciano , ha origini molto remote, addirittura la si fa risalire a
tremila anni fa.
Durante gli anni della mia fanciullezza e adolescenza era una
cittadina ricca di :
fabbriche : il calzaturificio Torrieri, la ditta Tinari, l’officina
Mari, la Casa Editrice Carabba, l’Azienda tabacchi , la Sangritana che
collegava i piccoli centri montani con tutta l’Italia ,la ditta Cocco-Croce; le
fornaci , la I.G.C. giocattoli; le falegnamerie, ,le ditte Fazia e Rapino,
Barbati e Carosella, Violante
,produttore di vini ricercati etc.;
creative attività artigiane: i lavoratori del ferro, i vasai,
sartorie famose, lanifici;
piccole attività commerciali gestite in famiglia, panifici e
forni famosi per la pizza coi peperoni;
gli“orti” di Lanciano conosciuti per la qualità dei loro
prodotti,
i nuovi imprenditori: Pozzolini,Trivilino,Sideri.
Non dimentichiamo l’Ospedale Civile Renzetti , fiore
all’occhiello della sanità di tutto il comprensorio frentano, nel quale si sono avvicendati grandi
Specialisti;
Insieme a questa fiorente , ricca e varia attività
commerciale e industriale seguitava a dare i suoi frutti un movimento culturale che vedeva i suoi punti di incontro
presso le librerie Barbati , D’Ovidio e
Cipolla. Negli anni dal cinquanta al settanta dal nostro Liceo Classico, famoso
in tutta la regione per la qualità del suo insegnamento, sono usciti personaggi
illustri il Giurista Alessandro Pace, il Giornalista Paolo Gambescia e famosi
docenti universitari come il Prof.Luigi de Cecco, il Prof.Gaetano Lotti, il
Prof. Marcello de Cecco, il Prof.Alfredo Geniola solo per citarne qualcuno.
Negli anni sessanta nacquero:
il Circolo Jean Vigo a cura dei fratelli Prof.Benito e
Antonio Lanci, che sviluppò e coltivò nei giovani l’amore e la conoscenza del
cinema con la proiezione di film di
grandi autori Italiani e stranieri: da Visconti a Fellini da Ingmar Bergman ad
Akiro Kurosawa;
il circoletto Universitario dove ci si incontrava per feste e
accanite discussioni culturali e politiche.
Insomma nei trenta
anni tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fine degli anni settanta
Lanciano è stata una città viva culturalmente e fiorente economicamente.
Alla fine degli anni settanta e i primi anni ottanta comincia
un lento ed inarrestabile degrado culturale, commerciale e…politico: specchio
di quello che avveniva nel resto d’Italia.
Le grandi battaglie portate avanti: scuola dell’obbligo,
Statuto dei Lavoratori, Sanità pubblica, nazionalizzazione dell’Energia
Elettrica, vengono svuotate di qualunque valore, a livello nazionale e locale.
I sindacati e i politici difendono solo i diritti dei
lavoratori e degli studenti dimenticando che
una società opera bene solo se
diritti e doveri camminano a braccetto . Il privilegiare i diritti ha portato
gradatamente a ciò che sta avvenendo oggi: la perdita delle conquiste fatte. I
politici ( termine ormai improprio perché dei problemi della POLIS se ne F……o) e
i sindacalisti , lo ripeto, hanno sicuramente le loro grandi responsabilità. Noi
cittadini, comunque, ne siamo stati e ne siamo complici. Molti di noi ,infatti
ne avevano avuto e ne hanno un utile (pensiamo ai posti fittizi creati nelle
istituzioni pubbliche civili e sanitarie, ai vari Enti più o meno utili, alle
Municipalizzate per dare un contentino ai “galoppini” di turno etc.) e gli
altri non si rendevano e non si rendono conto
che i debiti accumulatisi erano e sono spalmati
su di loro e lo saranno sui loro figli.
La nostra città è lo specchio della nostra Patria.
Una cittadina bella, pulita, con un Corso , delizia per gli
occhi con i suoi palazzi Liberty, deturpato da due casermoni che ne rompono la
simmetria;
una gioventù d’allora
piena di vita e voglia di fare diventata adulta e anziana disillusa e conscia
del proprio fallimento;
una gioventù odierna senza illusioni che bivacca negli angoli
munita di telefonino e auricolari o si trascina stanca verso i vari edifici
scolastici senza curiosità, interesse ,speranza e senso di responsabilità.
Politici miopi ed interessati solo al loro apparire ed al loro sentirsi “importanti” non hanno
saputo o voluto, per loro mire personali?, dare vita ad alcun vero, fattibile
progetto di rilancio artigianale, commerciale e culturale anzi, riguardo
quest’ultima, l’attuale Amministrazione non ha visto l’ora di chiudere una Casa
di Conversazione che per oltre 150 anni ha portato e ospitato nella nostra
città scrittori, artisti e studiosi di fama internazionale in una cornice
elegante e signorile .
Alcune importanti strutture, da poco
restaurate con i soldi nostri, vengono, invece, utilizzate e mal tenute , da privati
cittadini per i loro utili personali , senza alcuna ricaduta economica e
culturale per la nostra città.
La mia città, di cui amo ogni singolo angolo, di cui ogni
pietra è una cara memoria, è una città sporca, disordinata, trascurata,… morente.
Gli unici angoli vivi ( si fa per dire!) sono quegli enormi scatoloni chiamati
ipermercati, supermercati , veicolati come centri commerciali, che in verità stanno “rubando”, in senso
metaforico, ai loro consumatori non solo soldi
ma quel che è più grave la loro anima.
Una città in agonia al cui capezzale è stato chiamato un
dottore, con la speranza di guarirla? In
realtà, temo, per darle la dolce morte.
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