domenica 25 ottobre 2015

Presentazione di " 3 donne una sfida"

Un giorno, parlando con la mia amica Dina Nasuti, venni a sapere di Marisa Paolucci e del suo libro “Tre donne una sfida”. Poiché da molto tempo cercavo di comprendere la cultura musulmana attraverso la lettura di libri come “Scontro di inciviltà” di Nacera Belali,la visione di film come” la bicicletta verde” di Haifa Al-Mansauri, ne fui incuriosita e comprai il libro che ho letto in meno di tre ore, letteralmente affascinata dalla storia di queste tre “eroine “ del nostro tempo e dalla loro battaglia, nei loro Paesi, per l’emancipazione della donna. Queste donne, nel più profondo rispetto per la loro tradizione culturale e religiosa, hanno cercato e cercano di migliorare la condizione femminile leggendo e interpretando il Corano dal punto di vista delle donne. Ma di questo vi parlerà la nostra autrice.
 La lettura del libro, in verità, mi ha spinto a riflettere su tre punti:
 Il pregiudizio, L’origine cristiana  e l’evoluzione della nostra società, il ruolo delle donne nei Vangeli
Il pregiudizio ,come tutti sappiamo, nasce dall’ignoranza e l’ignoranza genera la paura. Quando insegnavo ho sempre cercato di far comprendere ai miei allievi che lo studio delle lingue straniere era importante non solo per comunicare ma, anche, per comprendere le diversità culturali di cui ogni lingua è espressione. Ho sempre pensato, che ciò che rende difficili i rapporti umani sia proprio il  pregiudizio di qualunque tipo:  culturale, di razza ,di sesso, di religione. Questo accade perchè non riflettiamo mai abbastanza sulle diversità naturali, biologiche, fisiche e chimiche che sono la ricchezza del nostro pianeta e sulle diversità culturali, genetiche, religiose che sono la ricchezza dell’umanità. E invece troppo spesso, per ignoranza e per paura, sulla base dei pregiudizi abbiamo eretto e seguitiamo ad erigere,  tra i popoli, muri costruiti con i cadaveri e il sangue di tanti innocenti, e tra noi incomprensioni e ostilità.
Il secondo punto
 L’origine cristiana del nostro occidente risale a duemila anni fa, l’origine musulmana dei popoli arabi a circa 1400 anni fa. In Europa, o meglio nei territori posti sotto il potere di Roma, dopo l’editto di Costantino che proclamava la religione cristiana religione di stato e le assegnava dei possedimenti, e, fino al Cinquecento, il potere della Chiesa è stato fortissimo. I Re o gli imperatori di turno avevano riconosciuta la loro autorità solo dopo l’investitura del Papa o del Vescovo incaricato. In questo modo riconoscevano ed accettavano la indiscussa autorità della chiesa. Non erano Stati propriamente teocratici, ma il potere papale era sicuramente forte. La condizione della donne, pur con qualche grande eccezione (nella storia Elisabetta I^, nella religione Caterina da Siena per citarne almeno due) non era certamente rosea: venivano rinchiuse in convento, sposate di forza a qualcuno, diventavano cortigiane o venivano considerate streghe e mandate al rogo, Giovanna D’Arco.  La Riforma Protestante e le varie guerre di religione, che hanno insanguinato l’Europa, hanno limitato in parte questo potere. Solo con l’Illuminismo, e dopo la Rivoluzione francese, almeno fuori dall’Italia, l’influenza, o, meglio l’ingerenza della Chiesa nella vita degli Stati cominciò a diminuire.  Questa parentesi per ricordare a noi tutti che, , il mondo Musulmano, anche se tecnologicamente avanzato quanto noi, sta avendo ora le sue rivoluzioni socio-politiche. Le battaglie che tanti Musulmani stanno combattendo per la laicità dello Stato ( Algeria Iran,Libia,Egitto) nei loro rispettivi Paesi,  non saranno né facili, né brevi come non lo sono state le nostre. Non possiamo, infatti, e non dobbiamo dimenticare le centinaia di migliaia di persone che hanno combattuto e combattono per affermare e difendere le loro idee e la loro libertà nei Paesi di religione musulmana e quelli che l’hanno fatto e lo fanno oggi nel nostro occidente. Basta ricordare i fascismi che, da est a ovest,  hanno imperversato  in Europa nel ‘900 e, negli ultimi decenni, i moti di protesta in America ,in Europa, in Unione Sovietica, in Cina, in Sud Africa,  nei Paesi dell’America Latina per la conquista di una vera democrazia ,per la difesa dell’ecosistema del nostro piccolo pianeta e contro lo strapotere globale della finanza e delle  banche.
La terza considerazione che la lettura di queste storie raccontate da Marisa Paolucci ha fatto nascere in me è stato il desiderio di rileggere il nostro Vangelo. I Vangeli , come sappiamo, si basano su una tradizione orale, tramandata da semplici e umili pescatori, di quella che era stata la predicazione di un Uomo, Gesù, condannato come delinquente e finito sulla croce per le sue Idee e i suoi comportamenti. Idee talmente socialmente ed eticamente “rivoluzionarie” per la società di quel tempo che avrebbero potuto minare (in effetti è accaduto anche se il potere risorge sempre ,come l’Araba Fenice, dalle sue ceneri) alla base quello che era il potere costituito ,religioso e politico ,rappresentato da uomini in una società in cui le donne contavano poco o niente ( Comunque cerchiamo di non dimenticare che fino a pochi decenni le donne ebree non potevano studiare la Torah , e alle nostre donne occidentali raramente era concesso di studiare, accedere a posti di responsabilità istituzionali, votare ,le cose sono oggi un po’ diverse anche se… la quotidiana violenza contro le donne mi fa pensare che il cammino degli uomini verso un  rispetto reciproco sia ancora lungo). Ritornando al Vangelo , meglio ai Vangeli ,ho scoperto che i momenti e gli avvenimenti decisivi e rivelatori ne vedono le donne protagoniste, così come sono state protagoniste,  durante la vita di Gesù e fino all’ Editto di Costantino sopra ricordato.
 Qui non voglio mettere in discussione la Fede e la religione cristiana, sono una cristiana convinta e in cammino, ma analizzare i Vangeli in un’ottica antropologica, che tenga cioè presente solo la società nella quale Gesù e i suoi seguaci hanno operato. Nella Bibbia Eva è colei che, nel Paradiso Terrestre, ha indotto Adamo a sfidare il Padre, a farlo disobbedire, a farlo esiliare e condannare ad una vita di dolore e fatica. E questo gli uomini, anche se inconsciamente, ce lo fanno ancora pesare, eppure, nei Vangeli, Dio sceglie una donna, Maria, e la fa nascere libera dal peccato originale (già questo per la cultura e la società del tempo era blasfemo). Dio sceglie una donna, simbolo del peccato, per farsi uomo, sceglie di crescere e svilupparsi nel grembo di una donna, di assorbirne le sue emozioni , la sua linfa e questa donna non appartiene neanche alle classi “superiori (Scribi ,Farisei, Sadducei).  Alle nozze di Cana è Maria che chiede a Gesù di rivelare la Sua vera natura. E’ la vedova che, donando il suo unico soldo, manifesta la generosità senza condizioni, come quella di Cristo. E’ la Maddalena, una prostituta, che comprende la diversità e l’umana ricchezza d’amore di Gesù e, inginocchiata ai suoi piedi con grande scandalo di tutti, glieli lava con le sue lacrime e glieli asciuga con i suoi capelli (grande simbolo erotico in quella cultura e non solo, ricordiamo che nei paesi di religione Mussulmana è d’obbligo portare la testa coperta ,e fino a 10 -15 lustri fa anche nell’Italia meridionale le donne dovevano, non solo quando entravano in chiesa ,avere il capo coperto) ). sono l’emorroissa e la cananea che rivelano una fede senza dubbi. E’ la Samaritana che, senza esitazioni, offre da bere al pellegrino e ne riconosce la divinità. E’ una donna che chiede con ostinazione giustizia al giudice[U1]  rivelando la sua fede in essa. Sono le donne ad avere il coraggio di esporsi sotto la Croce. Sono le donne che per prime danno l’annuncio della Resurrezione. Le donne nei vangeli non sono mai negative.
Forse anche noi donne cristiane, con il Vangelo in mano, dovremmo cercare di combattere per il nostro diritto di far parte delle istituzioni religiose  e  con fraternitè,egalitè e libertè per far parte delle istituzioni politiche, non come concessione di quote ma a pieno titolo . L’illuminismo, le rivoluzioni che hanno insanguinato l’Europa, le battaglie condotte dalle donne nel secolo scorso per la loro emancipazione sociale, sono state  molto importanti. Ma, ancora oggi, le donne, in questa società votata al consumismo più sfrenato, all’apparenza più che alla sostanza, all’avere più che all’essere, spesso ahimè, sono considerate ma soprattutto considerano il loro corpo e non la loro intelligenza e la loro preparazione come l’unica moneta di scambio per realizzare i loro sogni o raggiungere i loro obiettivi. Forse le donne musulmane potrebbero insegnarci qualcosa da questo punto di vista. Vorrei per concludere che noi tutti,     uomini e donne riflettessimo su questo: l’aquila ha bisogno delle due ali per volare in alto ,l’umanità ha bisogno dell’uomo e della donna per seguitare ad esistere, l’essere umano ha bisogno della fede e della ragione per scoprire ed accettare quel grande mistero dal quale proviene la vita che anima questo piccolo pianeta e muove l’universo ed al quale nelle diverse culture diamo nomi umanizzati come Dio,Jahve,Allah,Budda Manitou.

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