Un giorno, parlando con la mia amica Dina Nasuti, venni a
sapere di Marisa Paolucci e del suo libro “Tre donne una sfida”. Poiché da
molto tempo cercavo di comprendere la cultura musulmana attraverso la lettura
di libri come “Scontro di inciviltà” di Nacera Belali,la visione di film come”
la bicicletta verde” di Haifa Al-Mansauri, ne fui incuriosita e comprai il
libro che ho letto in meno di tre ore, letteralmente affascinata dalla storia
di queste tre “eroine “ del nostro tempo e dalla loro battaglia, nei loro
Paesi, per l’emancipazione della donna. Queste donne, nel più profondo rispetto
per la loro tradizione culturale e religiosa, hanno cercato e cercano di
migliorare la condizione femminile leggendo e interpretando il Corano dal punto
di vista delle donne. Ma di questo vi parlerà la nostra autrice.
La lettura del libro,
in verità, mi ha spinto a riflettere su tre punti:
Il pregiudizio,
L’origine cristiana e l’evoluzione della
nostra società, il ruolo delle donne nei Vangeli
Il pregiudizio ,come tutti sappiamo, nasce dall’ignoranza e
l’ignoranza genera la paura. Quando insegnavo ho sempre cercato di far
comprendere ai miei allievi che lo studio delle lingue straniere era importante
non solo per comunicare ma, anche, per comprendere le diversità culturali di
cui ogni lingua è espressione. Ho sempre pensato, che ciò che rende difficili i
rapporti umani sia proprio il pregiudizio di qualunque tipo: culturale, di razza ,di sesso, di religione.
Questo accade perchè non riflettiamo mai abbastanza sulle diversità naturali,
biologiche, fisiche e chimiche che sono la ricchezza del nostro pianeta e sulle
diversità culturali, genetiche, religiose che sono la ricchezza dell’umanità. E
invece troppo spesso, per ignoranza e per paura, sulla base dei pregiudizi abbiamo
eretto e seguitiamo ad erigere, tra i
popoli, muri costruiti con i cadaveri e il sangue di tanti innocenti, e tra noi
incomprensioni e ostilità.
Il secondo punto
L’origine cristiana
del nostro occidente risale a duemila anni fa, l’origine musulmana dei popoli
arabi a circa 1400 anni fa. In Europa, o meglio nei territori posti sotto il
potere di Roma, dopo l’editto di Costantino che proclamava la religione
cristiana religione di stato e le assegnava dei possedimenti, e, fino al
Cinquecento, il potere della Chiesa è stato fortissimo. I Re o gli imperatori
di turno avevano riconosciuta la loro autorità solo dopo l’investitura del Papa
o del Vescovo incaricato. In questo modo riconoscevano ed accettavano la
indiscussa autorità della chiesa. Non erano Stati propriamente teocratici, ma
il potere papale era sicuramente forte. La condizione della donne, pur con qualche
grande eccezione (nella storia Elisabetta I^, nella religione Caterina da Siena
per citarne almeno due) non era certamente rosea: venivano rinchiuse in
convento, sposate di forza a qualcuno, diventavano cortigiane o venivano
considerate streghe e mandate al rogo, Giovanna D’Arco. La Riforma Protestante e le varie guerre di
religione, che hanno insanguinato l’Europa, hanno limitato in parte questo
potere. Solo con l’Illuminismo, e dopo la Rivoluzione francese, almeno fuori
dall’Italia, l’influenza, o, meglio l’ingerenza della Chiesa nella vita degli
Stati cominciò a diminuire. Questa
parentesi per ricordare a noi tutti che, , il mondo Musulmano, anche se
tecnologicamente avanzato quanto noi, sta avendo ora le sue rivoluzioni
socio-politiche. Le battaglie che tanti Musulmani stanno combattendo per la
laicità dello Stato ( Algeria Iran,Libia,Egitto) nei loro rispettivi Paesi, non saranno né facili, né brevi come non lo
sono state le nostre. Non possiamo, infatti, e non dobbiamo dimenticare le
centinaia di migliaia di persone che hanno combattuto e combattono per
affermare e difendere le loro idee e la loro libertà nei Paesi di religione
musulmana e quelli che l’hanno fatto e lo fanno oggi nel nostro occidente. Basta
ricordare i fascismi che, da est a ovest,
hanno imperversato in Europa nel
‘900 e, negli ultimi decenni, i moti di protesta in America ,in Europa, in
Unione Sovietica, in Cina, in Sud Africa, nei Paesi dell’America Latina per la conquista
di una vera democrazia ,per la difesa dell’ecosistema del nostro piccolo
pianeta e contro lo strapotere globale della finanza e delle banche.
La terza considerazione che la lettura di queste storie raccontate
da Marisa Paolucci ha fatto nascere in me è stato il desiderio di rileggere il
nostro Vangelo. I Vangeli , come sappiamo, si basano su una tradizione orale,
tramandata da semplici e umili pescatori, di quella che era stata la
predicazione di un Uomo, Gesù, condannato come delinquente e finito sulla croce
per le sue Idee e i suoi comportamenti. Idee talmente socialmente ed eticamente
“rivoluzionarie” per la società di quel tempo che avrebbero potuto minare (in
effetti è accaduto anche se il potere risorge sempre ,come l’Araba Fenice, dalle
sue ceneri) alla base quello che era il potere costituito ,religioso e politico
,rappresentato da uomini in una società in cui le donne contavano poco o niente
( Comunque cerchiamo di non dimenticare che fino a pochi decenni le donne ebree
non potevano studiare la Torah , e alle nostre donne occidentali raramente era
concesso di studiare, accedere a posti di responsabilità istituzionali, votare
,le cose sono oggi un po’ diverse anche se… la quotidiana violenza contro le
donne mi fa pensare che il cammino degli uomini verso un rispetto reciproco sia ancora lungo).
Ritornando al Vangelo , meglio ai Vangeli ,ho scoperto che i momenti e gli
avvenimenti decisivi e rivelatori ne vedono le donne protagoniste, così come
sono state protagoniste, durante la vita
di Gesù e fino all’ Editto di Costantino sopra ricordato.
Qui non voglio mettere
in discussione la Fede e la religione cristiana, sono una cristiana convinta e
in cammino, ma analizzare i Vangeli in un’ottica antropologica, che tenga cioè
presente solo la società nella quale Gesù e i suoi seguaci hanno operato. Nella
Bibbia Eva è colei che, nel Paradiso Terrestre, ha indotto Adamo a sfidare il
Padre, a farlo disobbedire, a farlo esiliare e condannare ad una vita di dolore
e fatica. E questo gli uomini, anche se inconsciamente, ce lo fanno ancora
pesare, eppure, nei Vangeli, Dio sceglie una donna, Maria, e la fa nascere
libera dal peccato originale (già questo per la cultura e la società del tempo
era blasfemo). Dio sceglie una donna, simbolo del peccato, per farsi uomo, sceglie
di crescere e svilupparsi nel grembo di una donna, di assorbirne le sue
emozioni , la sua linfa e questa donna non appartiene neanche alle classi
“superiori (Scribi ,Farisei, Sadducei).
Alle nozze di Cana è Maria che chiede a Gesù di rivelare la Sua vera
natura. E’ la vedova che, donando il suo unico soldo, manifesta la generosità senza condizioni, come
quella di Cristo. E’ la Maddalena, una prostituta, che comprende la diversità e
l’umana ricchezza d’amore di Gesù e, inginocchiata ai suoi piedi con grande
scandalo di tutti, glieli lava con le sue lacrime e glieli asciuga con i suoi
capelli (grande simbolo erotico in quella cultura e non solo, ricordiamo che
nei paesi di religione Mussulmana è d’obbligo portare la testa coperta ,e fino
a 10 -15 lustri fa anche nell’Italia meridionale le donne dovevano, non solo
quando entravano in chiesa ,avere il capo coperto) ). sono l’emorroissa e la
cananea che rivelano una fede senza dubbi. E’ la Samaritana che, senza
esitazioni, offre da bere al pellegrino e ne riconosce la divinità. E’ una
donna che chiede con ostinazione giustizia al giudice[U1]
rivelando la sua fede in essa. Sono le donne ad avere il coraggio di esporsi
sotto la Croce. Sono le donne che per prime danno l’annuncio della
Resurrezione. Le donne nei vangeli non sono mai negative.
Forse anche noi donne cristiane, con il Vangelo in mano, dovremmo
cercare di combattere per il nostro diritto di far parte delle istituzioni religiose
e con fraternitè,egalitè e libertè per far parte
delle istituzioni politiche, non come concessione di quote ma a pieno titolo .
L’illuminismo, le rivoluzioni che hanno insanguinato l’Europa, le battaglie
condotte dalle donne nel secolo scorso per la loro emancipazione sociale, sono
state molto importanti. Ma, ancora oggi,
le donne, in questa società votata al consumismo più sfrenato, all’apparenza
più che alla sostanza, all’avere più che all’essere, spesso ahimè, sono
considerate ma soprattutto considerano il loro corpo e non la loro intelligenza
e la loro preparazione come l’unica moneta di scambio per realizzare i loro
sogni o raggiungere i loro obiettivi. Forse le donne musulmane potrebbero
insegnarci qualcosa da questo punto di vista. Vorrei per concludere che noi
tutti, uomini e donne riflettessimo su questo: l’aquila
ha bisogno delle due ali per volare in alto ,l’umanità ha bisogno dell’uomo e
della donna per seguitare ad esistere, l’essere umano ha bisogno della fede e
della ragione per scoprire ed accettare quel grande mistero dal quale proviene
la vita che anima questo piccolo pianeta e muove l’universo ed al quale nelle
diverse culture diamo nomi umanizzati come Dio,Jahve,Allah,Budda Manitou.
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